25
Gennaio
2012
La pista ciclabile di Lungo Po Antonelli non sarà più in asfalto, due mozioni per cambiare
Due mozioni approvate in Consiglio comunale impegnano Sindaco e Giunta a modificare il progetto della pista ciclabile in Lungo Po Antonelli, abbandonando l'uso dell'asfalto. La soddisfazione del comitato Più erba per tutti: "Da oggi ci sarà una diversa attenzione nella progettazione di interventi in aree verdi e di pregio" DA http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=110237
Il Consiglio comunale ha approvato due mozioni riguardanti la pista ciclabile attualmente in costruzione in Lungo Po Antonelli. Le due mozioni (firmate una dai consiglieri Bertola e Appendino del Movimento 5 Stelle, l’altra dai consiglieri Levi, Viale e Paolino del PD, Levi-Montalcini dei Moderati e Grimaldi di SEL), prendendo atto delle richieste dei cittadini di separare il percorso ciclabile da quello pedonale e della contrarietà degli stessi all’asfaltatura di parte della banchina verde, impegnano Sindaco e Giunta a "modificare le caratteristiche del materiale impiegato con altro prodotto adeguato alle caratteristiche ambientali dell’area". Il provvedimento chiede inoltre il rifacimento del tratto di pista ciclabile già realizzato.
Grande la soddisfazione del comitato spontaneo Più erba per tutti, che ha raccolto attorno a sè nei mesi scorsi centinaia di cittadini favorevoli alla pista ciclabile, ma preoccupati da un intervento che rischiava di deturpare il lungo fiume. "Anche se Lungo Po Antonelli non rientra nelle aree parco, se n'è riconosciuto il valore in quanto area verde, da valorizzare e proteggere dal punto di vista ambientale e paesaggistico -dichiara Luisa Panfani, esponente del comitato-. Sicuramente da oggi ci sarà una diversa attenzione nella progettazione di interventi in aree verdi e di pregio. Se il nostro obiettivo era quello di salvaguardare il più possibile quest'angolo di verde torinese e di sollecitare un dibattito affinchè si prendesse una nuova direzione nell'impostazione di questi interventi, possiamo dire di averlo raggiunto!". Per festeggiare l'esito della battaglia portata avanti dallo scorso settembre, il comitato ha organizzato per sabato 28 gennaio a partire dalle 14,30 una "bicchierata" nel Lungo Po Antonelli "salvato".
Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Gennaio 2012 20:56
25
Gennaio
2012
Lotta allo smog: il consiglio comunale approva una mozione con diversi provvedimenti
La mozione proposta dai consiglieri Grimaldi e Carretta (Azioni e linee guida per l’ecologia urbana e la riduzione dello smog) è stata approvata dal Consiglio Comunale con 22 voti favorevoli e 6 contrari. Accolti alcuni emendamenti su car pooling, riscaldamento e distribuzione sostenibile delle merci da: http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=110222
La mozione proposta dai consiglieri Grimaldi e Carretta è stata approvata dal Consiglio Comunale con 22 voti favorevoli e 6 contrari. I consiglieri Grimaldi e Carretta: "Quando parliamo di ecologia urbana sappiamo che non ci sono bacchette magiche. Bisogna far in modo che i cittadini introducano nel proprio quotidiano un nuovo modo di interpretare la mobilità, ma perché ciò accada bisogna metterli in condizione di poterlo fare. Nessuno vuole drammatizzare la situazione della qualità dell'aria a Torino, ma non si può nemmeno ignorare il problema".
Di seguito il testo della mozione:
Ø proseguire la politica di pedonalizzazione nella zona storica centrale entro la fine del mandato come da programma di governo, anche avviando provvedimenti di moderazione del traffico; Ø avviare nei quartieri limitrofi al centro, San Salvario e Vanchiglia, la realizzazione di un progetto sui borghi sostenibili che preveda la valorizzazione del commercio di quartiere, l’aumento delle piste ciclabili, delle zone 30 e delle pedonalizzazioni; Ø informare la cittadinanza con comunicazioni quotidiane nei periodi, come questo, di sforamento dei limiti, anche con ricorso ad appelli all’uso moderato dell’auto privata; Ø presentare nel più breve tempo possibile misure per la gestione straordinaria e congiunturale delle fasi più alte dell’inquinamento atmosferico e per gli sforamenti dei limiti di Pm10 nell’aria torinese; Ø pianificare il Bici Plan, previsto dal PUMS, entro l’inizio del 2012; Ø organizzare un calendario di eventi di comunicazione-animazione civile e sociale,eventualmente prevedendo anche blocchi programmati e cadenzati delle auto, per promuovere l’uso dei mezzi pubblici e dei mezzi non a motore (biciclette, pattini in linea, monopattini); Ø incrementare il perimetro della Zona Blu (parcheggi a raso a pagamento); Ø presentare entro gennaio 2012 la riorganizzazione del servizio di trasporto pubblico locale aumentando il numero e i passaggi delle linee forti, con un’idonea sostituzione di mezzi, razionalizzando le linee che hanno percorsi simili a partire da quelle coincidenti nei tratti centrali, e promuovendo l’uso del trasporto pubblico salvaguardando prima di tutto gli abbonamenti e la fidelizzazione dei cittadini; Ø rendersi immediatamente disponibile - col tavolo provinciale - a intensificare i controlli dell’ordinanza in vigore che limita il traffico dei diesel più inquinanti.
Al testo sono stati aggiunti 3 punti tratti dalla mozione del Movimento 5 Stelle: - riduzione di un grado della temperatura massima del riscaldamento - incentivazione del car pooling - studio di un'ipotesi di piattaforma pubblica per la distribuzione sostenibile delle merci E' stato inoltre accolto l'emendamento del radicale Silvio Viale che impegna la giunta aconcordare con gli enti interessati la riduzione della velocità a 90 km/h sulla tangenziale nei periodi invernali di superamento sulla base delle previsioni dell’ARPA Piemonte o dopo tre superamenti consecutivi della metà delle centraline dell’area metropolitana.
L'assessore all'Ambiente Enzo Lavolta: "I risultati si ottengono con i provvedimenti strutturali: pedonalizzazioni, zone 30, ZTL, teleriscaldamento e potenziamento dei mezzi pubblici. I dati degli ultimi 10 anni lo confermano. La ztl del centro storico di Torino non ha nulla da invidiare all'Area C milanese, anzi: è più estesa, ma soprattutto, a Milano si paga, a Torino non si entra proprio. Non è vero che la nostra è la città più inquinata d'Italia, i dati vanno trattati con più obiettività, non si può prendere in considerazione solo la centralina peggiore. La mozione presentata dai consiglieri Grimaldi e Carretta conferma che la direzione che abbiamo preso è corretta".
Il consigliere Viale - che ha scelto di ritirare la maggior parte degli emendamenti - ha ribadito le sue posizioni sulla situazione torinese: "I primi articoli sull'emergenza smog sono apparsi sui giornali a settembre. Da allora non è stato fatto alcun blocco. Sfido chiunque a dire che i torinesi abbiano avuto più problemi alla salute dei cittadini di Milano con i suoi ridicoli blocchi di S.Ambrogio o di Roma con le targhe alterne".
Il consigliere Ambrogio ha sottolineato invece come nella mozione non si parli di provvedimenti di fluidificazione del traffico, come la sincronizzazione dei semafori o gli incentivi alla mobilità elettrica, e il consigliere Liardo ha messo l'accento sullo scarso sviluppo della linea metropolitana che esclude dal servizio la maggior parte dei torinesi.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Gennaio 2012 20:51
24
Gennaio
2012
Su Corso Peschiera: SI, LI HANNO PRESI…E ALLORA!?
Da "Environment Friend": SI, LI HANNO PRESI…E ALLORA!?
Ieri sono andato in Corso Peschiera, davanti a quel negozio di giocattoli dove, circa un mese fa, è stata travolta una spensierata famiglia che faceva acquisti per Natale. Un auto ha travolto padre, madre e figlio di 7 anni mentre attraversavano le strisce pedonali del viale. Per il bambino catapultato a metri di altezza sopra la strada non c’e’ stato nulla da fare.
Il traffico qui scorre veloce e intenso nel buio della sera, le strisce pedonali sono state cancellate sia dal viale che da entrambi i contro-viali e al loro posto il colore dell’asfalto e’ nero. Sono state collocate delle transenne metalliche di pochi metri che sbarrano il passaggio ai pedoni, è qui che tante rose bianche, fiori e ceri rossi catturano l’attenzione di chiunque. Le auto sfrecciano veloci facendo sventolare i fiori per Alex, ad ogni brusco spostamento d’aria la plastica azzurra e bianca si stropiccia emettendo un rumore sinistro. (le strisce in fase di cancellazione di Corso Peschiera)
Mentre sono immobile a osservare le automobili che scorrono, una signora si avvicina a questo luogo triste e freddo, si fa il segno della croce, prega e se ne va via. Pochi minuti dopo vedo un'altra signora che mi guarda dicendo: “per fortuna che li hanno presi”, senza darmi il tempo di ribattere si allontana velocemente. I pensieri che ricorrono nella mia testa per ore, sono gli stessi che ho avuto la mattina quando ho appreso dai giornali la notizia che sono stati arrestati i due passeggeri a bordo dell’auto al momento della tragedia, penso: “Si, li hanno presi…e allora!?”
Poco dopo vedo una coppia aggira le transenne metalliche, i due si guardano a destra e a sinistra e attraversano quella striscia nera dove poche settimane fa c’era un attraversamento pedonale. Aspetto ancora qualche istante e vedo una macchina che fa inversione a U sulla linea continua in mezzo al corso. Salgo sulla mia bici e mi confondo nel traffico pensando:”Si, li hanno presi…e adesso!?”
Ultimo aggiornamento Martedì 24 Gennaio 2012 11:29
24
Gennaio
2012
"Tolleranza zero", e il popolo delle bici si ribella sul web
Articolo de "La Stampa" : http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/439181/ di: ALESSANDRO MONDO
TORINO A scuola di bicicletta: con vademecum informativi e, perché no, tramite appositi corsi di formazione. Magari in collaborazione con le scuole-guida in città. Il Comune sta valutando seriamente l’ipotesi, al punto da inserirla nel pacchetto di proposte che presenterà alla Consulta per la sicurezza stradale convocata a breve termine.
La premessa è la nuova linea annunciata mercoledì dall’assessore alla Viabilità Claudio Lubatti sul fronte del traffico e della sicurezza, con riferimento a tutti i soggetti interessati (automobilisti, motociclisti, ciclisti, pedoni): controlli e mappatura dei punti a rischio; repressione e interventi strutturali; tolleranza zero e, quando possibile, formazione. Come si premetteva, il discorso vale anche per i patiti delle due ruote (una passione consolidata dall’aumento del prezzo dei carburanti e più in generale dalla crisi), i quali hanno replicato sdegnati al giro di vite annunciato da Lubatti: la protesta corre sui blog.
(nella foto: Copenhagen: qui i Ciclisti hanno lo stesso spazio degli automobilisti) Il problema numero uno restano le auto e le moto, inutile nascondersi dietro il dito. Anche così, i «bikers» che hanno la testa sul collo sono i primi ad ammettere l’inadeguatezza e le infrazioni commesse da molti torinesi sul sellino: alcune dettate dalle circostanze (strade dissestate, scarsa illuminazione pubblica, piste ciclabili «nonsense»), altre da trascuratezza. Alzi la mano chi non ha visto giovani e meno giovani procedere in bici a zig-zag, tenendo la sinistra della strada e invadendo i portici, attraversando con il rosso. Magari intenti a telefonare o muniti di auricolare. Più in generale, si parte dalla convinzione, sbagliata, che tutti sono buoni a inforcare una bicicletta: in una grande città non è così. «Come minimo - spiega Lubatti -, bisogna conoscere la segnaletica e le norme più elementari del codice stradale».
Da qui l’idea di favorire la sicurezza non solo multando le violazioni ma attraverso la formazione. Il tutto in un quadro di interventi a uso di tutti: dalla messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali pericolosi alla formazione nelle scuole da parte dei vigili urbani. Antonella Visintin, membro del tavolo comunale dedicato alla mobilità ciclabile, vede di buon occhio la prospettiva dei corsi. C’è di più: «Lavoriamo a un piano bici per rispondere alle sollecitazioni delle associazioni. Le Zone 30, ad esempio, vanno legate alle piste ciclabili: tutto il centro, eccetto i viali, potrebbe diventare Zona 30».
Secondo Paolo Hutter far rispettare le regole ai ciclisti è un falso problema: formalmente è corretto imporre il rispetto del codice stradale, badando alla sostanza non mi risulta di pedoni messi in pericolo da ciclisti». I quali, sovente, mettono a rischio la loro incolumità prima che quella altrui. «Giro in bici e sovente mi imbatto in ciclisti che non osservano le più semplici regole di sicurezza», conferma Vincenzo Cugusi. «Ad esempio - gli fa eco Wanda Bonardo -, è sconcertante che ancora oggi l’uso del casco sia inteso come un optional. Il che non esime il Comune dalle sue responsabilità: dalla creazione di nuove piste ciclabili alla manutenzione di quelle esistenti».
19
Gennaio
2012
Calo del Black Carbon, ammoniaca, CO2, NO e polveri sottili in AREA C
AREA C. NEI PRIMI DUE GIORNI BLACK CARBON RIDOTTO DEL 30 PER CENTO Diminuiti anche ammoniaca (-37 %), anidride carbonica (-29 %) e ossidi di azoto (- 14%) e polveri sottili allo scarico e da attrito (-24%)
Milano, 19 gennaio 2012 – La riduzione del traffico in Area C di oltre il 30 per cento nei primi due giorni di avvio del provvedimento, lunedì 16 e martedì 17 gennaio, ha avuto come conseguenza una diminuzione del 30 per cento del black carbon, la componente carboniosa presente nel Pm10 e considerata più tossica per la salute umana.
 I dati sono stati rilevati da Amat che la settimana scorsa ha avviato la misurazione di questo componente del particolato atmosferico utilizzando due centraline, una posizionata in Area C in piazza Duomo, l'altra in via Gorini a Città Studi. La misurazione del black carbon è una nuova metodologia, testata scientificamente, per valutare l'esposizione della popolazione alle componenti più tossiche e pericolose per la salute poiché in grado di superare le difese dell’organismo e penetrare più in profondità nei polmoni.
L’analisi effettuata dall’Agenzia per la mobilità, l’ambiente e il territorio ha evidenziato anche la riduzione, dipesa dal minor numero di auto in circolazione (circa 39.000 ingressi in meno in Area C ), anche di altri inquinanti: meno 37 per cento di ammoniaca, meno 29 per cento di anidride carbonica, meno 14 per cento di ossidi di azoto e una diminuizione media del 24 per cento delle polveri sottili allo scarico e da attrito di gomme e freni. Come noto la diminuzione delle polveri sottili allo scarico e da attrito non ha diretta correlazione con i livelli di concentrazioni di Pm10 registrati quotidianamente dalle centraline Arpa. una diminuzione delle prime non incide nella medesima percentuale sulle seconde.
“La riduzione delle emissioni da traffico in Area C – spiegano i tecnici di Amat – non ha un immediato riscontro con le concentrazioni di particolato atmosferico misurate dalle stazioni di monitoraggio in quanto nelle tipiche condizioni meteorologiche di questi giorni caratterizzate da alta stabilità atmosferica, venti deboli, alta umidità relativa e basse temperature, i fenomeni di produzione di particolato secondario, cioè generato in atmosfera a seguito di trasformazioni chimico-fisiche di altri inquinanti, sono dominanti rispetto alla componente primaria, cioè la frazione di particolato rappresentata dalle fonti dirette”. Maran: "Il monitoraggio del black carbon si aggiunge a quello sul pm10, non si sostituisce. Un provvedimento come Area C non è monitorabile con il PM10, l'area di intervento è troppo ristretta, il black carbon invece varia a seconda di quanto si è vicini alle fonti emissive ed è considerata lafonte inquinante più pericolosa per la salute"
Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Gennaio 2012 18:01
19
Gennaio
2012
L'Area C di Michele Serra
Abito nella famosa "Area C" di Milano e l'idea di pagare un ticket per entrare e uscire in macchina da casa mia (oltre alle quaranta volte all'anno, che sono gratuite) mi irrita profondamente. Proprio per questo sono favorevole al provvedimento della giunta Pisapia. Perchè, come tutti i provvedimenti dissuasivi, presenta un costo e pone un ostacolo. Tutti i referendum anti-traffico (compreso quello da poco votato a Milano) ottengono un consenso travolgente. La gente è entusiasta e deve fare solo la piccola fatica di andare a votare "sì". Quando poi si tratta di mettere in pratica il proposito largamente condiviso, ognuno si sente urtato, offeso, illegittimamente chiamato in causa: i costi, le scomodità, le fatiche devono sempre essere a carico degli altri. Not in my backyard, not in my box: non nel mio cortile, non nel mio garage... Le discariche fatele altrove, le autostrade che imbocco comodamente costruitele a ridosso delle case altrui, se dovete bucare le montagne andate una vallata più in là, i controlli fiscali sono un'ottima cosa ma se li fanno a me diventano un sopruso, se dovete limitare il traffico privato in città non venite a rompere le scatole proprio a me. Invece le rompono proprio a me, e devo farmene una ragione. La mia macchina ingombra e inquina tanto quanto quelle che maledico quando passo a piedi in una strada ingorgata.
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