Non si può. Sono già stati aperti tavoli di trattativa ma i convogli della metropolitana di Torino non possono supportare, a causa della sezione troppo stretta, biciclette e cicli di varia natura. L'azione però è fortemente simbolica (una città che non considera le biciclette come mezzo di trasporto è smart?) e la presa della metro è stata un successo.
Da "La Stampa":
La «presa della metro» è stata rapida e indolore. Ieri, alle 17,30 spaccate di sabato 1 dicembre, una quindicina di ciclisti muniti di mascherine antismog ha violato il regolamento ed è salito con le due ruote sull’ultima carrozza della metropolitana. Obiettivo: manifestare a favore della mobilità sostenibile. Insomma, meno gas di scarico e più biciclette e mezzi pubblici in città. Dalla fermata Principi d’Acaja al capolinea del Lingotto, l’azione dimostrativa è durata lo spazio di dodici fermate. Mentre l’altoparlante scandiva con voce metallica il divieto assoluto di entrare nella metro con le bici, i dimostranti spiegavano ai passeggeri incuriositi le ragioni della protesta. Tre le richieste indirizzate all’amministrazione comunale: potenziamento del trasporto pubblico; rastrelliere sulla metro e sui bus che coprono la collina e le tratte extraurbane; parcheggi di interscambio per le due ruote. O la smart city resterà solo sulla carta.
Qui la Fotogallery: http://multimedia.lastampa.it/multimedia/torino/lstp/100872/







Commenti
Questa sì che è una città smart, non a caso è fra le più inquinate d'Italia e il Codacons ha proposto un risarcimento danni di 6000 euro a cittadino!
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